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Archivio Novembre 2011

La critica di Nicole

28 Novembre 2011 Commenti chiusi

La recitazione di Albertazzi è quella che più mi è piaciuta.

Negli ultimi 2 versi, egli rallenta il ritmo della poesia per sottolineare l’importanza delle parole che li compongono. Infatti, le scandisce molto bene .

Albertazzi sta molto attento al tono di voce che utilizza, aumentandolo e diminuendolo per enfatizzare le parole.  Inoltre, cerca di trasmettere all’ascoltatore i suoi sentimenti.

Secondo me, si impersona molto bene in Leopardi.

 

Vittorio Gassman

 

La sua voce trasmette saggezza e sicurezza.

La poesia sembra non finire mai, perché Gassman attribuisce infinità ad ogni singola parola.

Tale interpretazione risulta peró come un predica. Un ‘interpretazione quasi evangelica.

Egli non sembra stia attento alle emozioni ma piuttosto a utilizzare al meglio la sua voce possente ed importante.

Fa un grande uso di pause.

 

Carmelo Bene

 

Carmelo Bene mi trasmette sofferenza ed inquietudine.

Ad egli interessa Distinguersi e dar un’interpretazione diversa dalle altre. Quasi teatrale.

Infatti è come facesse parlare il suo cuore, lasciando da parte le regole tecniche Dell’ interpretazione.

È riuscito sicuramente a sorprendermi.

Questo anche perché nel video vengono riprese le sue espressioni che sono come una seconda recitazione.

Bene, scandisce molto lentamente le parole, soprattutto verso la fine.

Si immedesima completamente in Leopardi e si capisce anche perché nel video utilizza un vestiario tipico ottocentesco.

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L’Infinito di Greta

28 Novembre 2011 Commenti chiusi

Continuiamo con la rassegna di “recensioni”: ho lasciato più o meno intatte le dichiarazioni dei ragazzi per non togliere nulla alla loro freschezza anche se la sintassi qua e là è zoppicante un po’ per tutti:-)

 

La recitazione di Albertazzi non è che mi abbia colpita particolarmente, ma si nota, come per dare importanza ad ogni singola parola, aumenti e diminuisca il tono della voce e scandisca molto bene facendo un gran uso di pause. Particolarmente interessante è stato quando dice: “E mi sovvien l’eterno”.

La recitazione di Gassman è quella che a mio parere si avvicina di più all’interpretazione che lo stesso Leopardi dava all’Infinito; egli dà un’interpretazione quasi evangelica, come se fosse addirittura un prete, molto profonda la voce e anche lui come Albertazzi fa un ricorrente uso di pause tra una parola e l’altra.

L’interpretazione di Carmelo Bene è quella che mi è piaciuta di meno, ha dato un’interpretazione molto teatrale, non gli importa se la gente non capisce parola per parola, sembra quasi che in quel momento soffra, un continuo lamento, il “mare” quasi gridato  ne dà conferma. Carmelo può sembrare posseduto, anche il suo modo di sistemarsi la camicia, le diverse inquadrature; prima in primo piano poi di tre quarti, gli occhi prima chiusi dopo aperti, tutto calcolato come in un opera teatrale.

 

 

Greta

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Ulisse e Tersite

27 Novembre 2011 Commenti chiusi

Immagina un diverso svolgimento: Tersite reagisce alla provocazione di Ulisse e scoppia un tumulto tra i greci.

 

Tersite reagì alle parole di Ulisse e iniziò a urlare dicendo che avrebbe chiesto l’aiuto agli dei facendo venire la peste.

Ulisse cercò di rispondere, ma non ci riuscì perché c’era troppo rumore: lentamente tutte le persone se ne andarono e rimasero solo gli eroi achei. Disperati, non sapendo cosa fare, picchiarono a morte Tersite. Ma non servì a nulla, ormai se n’erano andati, ormai la guerra era persa; non restava che tornare a casa. Ma Achille non si arrese così facilmente e iniziò a rassicurare le persone dicendo che Tersite era morto e che comunque gli dei non lo avrebbero ascoltato poiché gli dei aiutano solo le persone valorose ed eroiche. La maggior parte dei greci seguì Achille desiderosi di ricchezze e di gloria. Nonostante le avversità, dopo due anni tornarono a casa vittoriosi, anche se pochi furono quelli che tornarono.

 

Beatrice

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I pensieri di Achille dopo la morte di Patroclo

27 Novembre 2011 Commenti chiusi

Immagina il seguito del XVI canto insistendo sui sentimenti di Achille,suo migliore amico.

Quando vidi il cadavere spoglio che giaceva in mezzo al campo di battaglia ormai deserto,non riuscii a crederci:il mio cuore venne assalito da brutte sensazioni e solo dopo pochi secondi riuscii a realizzare che il mio migliore amico Patroclo mi aveva lasciato,era stato ucciso dai Troiani.

Mi avvicinai a lui e rimasi stupito e commosso nel vedere che,anche se era stato spogliato dell’ armatura da me imprestatagli,il mio amico conservava la sua bellezza e compostezza anche da morto. I raggi del sole gli illuminavano il viso ed evidenziavano il suo pallore provocato dalla morte:mi inginocchiai vicino a lui ancora incredulo di quanto fosse successo. Per la prima volta realizzai che il forte legame che ci aveva sempre uniti sin da piccoli era stato spezzato dalla morte.

Improvvisamente guardando il viso di Patroclo,mi passarono davanti agli occhi tante immagini dei nostri momenti passati insieme.

Con la mente tornai alla nostra infanzia:in estate tutti i pomeriggi Patroclo mi sfidava a fare una corsa. Desiderosi di vincere,correvamo sino in cima alla collina sotto il sole rovente. Lui vinceva quasi sempre,ma non mi faceva pesare la sconfitta perché sapeva che ci sarei rimasto male ed allora mi dava la rivincita facendo un’ altra corsa fino al lago. Lì giocavamo a chi faceva rimbalzare più volte i sassi lanciandoli in acqua e,ancora una volta,Patroclo mi superava.

Poi,crescendo,abbiamo fatto l’ addestramento militare insieme. Nell’ allenamento ,lui ,sceglieva sempre me nel combattimento perché sapeva che ero il più forte tra tutti i nostri compagni e voleva battermi per poter dire che aveva superato il più bravo della classe.

Le nostre sfide duravano di più di tutte le altre ed erano molto faticose,ma era bello addestrarsi  con Patroclo perché prendeva l’ allenamento sul serio e mi diceva sempre: “Achille noi due insieme riusciremo a sconfiggere tutti i nemici del mondo!”.

Ricordando questa sua frase il mio cuore si spezzò:il mio amico non c’ era più,era stato ucciso dalla stessa cosa per cui si era impegnato tutta la vita:la guerra.

Ma quello che mi faceva stare più male era che io non ero stato lì al suo fianco in battaglia. Sì,gli avevo dato la mia armatura,ma evidentemente non era bastata perché i nemici erano riusciti a strappargli la vita.

Poi,mi rivolsi a lui in lacrime come se potesse sentirmi: “Patroclo ,amico mio,io ti vendicherò in battaglia:ucciderò quelle persone che hanno avuto la crudeltà di trafiggerti. So che tu veglierai su di me e,insieme,come dicevi sempre tu, ce la faremo!”.

Poi mi rialzai,era calata la notte e non potevo più sopportare di vedere il corpo di Patroclo inerte,immobile. Avrei dato tutto per poterlo riportare qui da me,per vederlo ancora forte ed energico,ma questo non era possibile.

L’unico mio conforto era la certezza che lo avrei vendicato molto presto.

 

Elena

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La critica di Stefano

23 Novembre 2011 Commenti chiusi

VITTORIO GASSMAN:

Vittorio Gassman interpreta la poesia quasi evangelicamente.

L’attore dà molta importanza alla punteggiatura, infatti, fa pause molto lunghe ed accentuate.

Secondo me la voce anziana di Gassman evoca un senso di nostalgia.

Questa interpretazione mi ha interessato ed incuriosito molto, perché, oltre al senso nostalgico, Vittorio dà anche un senso delicato alla poesia di Giacomo Leopardi.

 

 

CARMELO BENE:

Carmelo Bene interpreta la poesia particolarmente, dando molto significato alle parole poetiche come sovrumani, profondissima, immensità ………

Bene recita la poesia lentamente con un’eccessiva violazione del ritmo di essa.

Durante la recitazione l’attore sembra che stia quasi soffrendo, quindi dà un senso drammatico alla poesia.

Carmelo nell’interpretazione dell’Infinito sussurra le parole che si rifanno al tema dell’infinito, quasi come se fossero proibite.

Nell’ultimo verso della poesia si parla del mare e Bene sembra spaventato da esso.

 

 

GIORGIO ALBERTAZZI:

Giorgio Albertazzi nella sua interpretazione dà molta importanza ad ogni singola parola.

Albertazzi, al contrario di Bene, mantiene la struttura ritmica dell’Infinito.

Ho trovato interessante l’interpretazione di Giorgio Albertazzi perché mi dà un senso di tranquillità.

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L’infinito, Bene, Gassman, Albertazzi

22 Novembre 2011 Commenti chiusi

Cosa succede se un prof. fa ascoltare da You Tube tre interpretazioni diverse dell’Infinito di Leopardi ? Ecco il risultato:

Il commento di Martina

GIORGIO ALBERTAZZI

Con questa interpretazione Albertazzi tende a valorizzare ogni singola parola lasciando un senso di enfasi nell’ultima parte per poi arrivare alla conclusione della poesia. Ha un’ottima recitazione che però, a parer mio rimane  perlopiù connotativa, in relazione con il testo stesso. Interpreta la poesia cosi come è scritta senza divulgarsi troppo sullo sguardo denotativo.

 

VITTORIO GASSMAN

L’interpretazione di Gassman è caratterizzata dalla voce di una persona vissuta, con un tono quasi evangelico.

Interpreta la tristezza che porta al naufragare del mare. Mi ha colpito particolarmente perché mi ricorda vagamente la saggezza degli anziani che, nelle giornate d’inverno raccontano ai nipoti le loro avventure vissute durante l’infanzia con una ricchezza nei particolari a dir poco avvincente.

 

CARMELO BENE

Con un’interpretazione completamente diversa dalle precedenti, Bene interpreta il testo estrapolando il significato denotativo per poi attribuirlo a se stesso; tende a dare un maggiore significato alle parole poetiche quali “infinito”, “mare”, “eterno”,… ed in particolare la parola “infinito” viene sussurrata quasi come se fosse un vocabolo proibito, portatore di  dubbi e incertezze. Trasmette quasi un senso si sofferenza infinita che porta ad un luogo senza ritorno. L’attore interpreta la poesia utilizzando solamente la voce,il tono di essa e lo sguardo. Può sembrare un ultimo grido di sofferenza prima di spirare.

 

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Il tempo della scuola

20 Novembre 2011 Commenti chiusi

 

Nella sala insegnanti c’è un orologio fermo e l’occasione è troppo ghiotta per evitare la metafora.

Forse la scuola ha un tempo diverso da tutti gli altri luoghi, ha un tempo suo, immobile, che non  comunica col tempo esterno.

Se anche trovassimo una batteria per fare andare di nuovo l’orologio avrebbe comunque un ritmo

proprio, diverso da ogni altro orologio al di fuori del tempo-scuola.

La scuola, così come è impostata, che privilegia la trasmissione d’informazione anziché di conoscenza, è fuori tempo, in un mondo che ha fatto della velocità di trasmissione delle informazioni la sua forza.

Se la scuola non recupererà il suo ruolo di presenza attiva nella trasmissione di conoscenza il suo tempo finirà, definitivamente.

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Cosa succederebbe se…

12 Novembre 2011 Commenti chiusi

Se Tersite si ribellasse a quel prepotente di Ulisse nel II canto dell’Iliade? Ho provato a chiederlo ai miei alunni…

Tersite incassò le crudeli parole di Ulisse senza fiatare guardandolo fisso negli occhi. Quando Odisseo finì,l’ oratore esclamò con decisione e sicurezza: “Ulisse,tu mi accusi di ignobili bassezze,osi definirmi stolto ed ignorante ma non capisci che queste caratteristiche appartengono a te. Hai sfogato la tua rabbia su di me perché non vuoi ammettere che non ti importa ricambiare la fiducia e la fedeltà dei soldati achei che si battono per te,per Agamennone e per Achille.

Se tu riuscissi a vedere nel cuore di queste persone capiresti che in esse scalpita il desiderio di riabbracciare i propri cari piuttosto che perdere la vita in un’ inutile battaglia che,in caso di vincita,porterebbe ricchezza soltanto a voi potenti.

Perciò ora mi rivolgo a voi combattenti:sono stato privato della bellezza ,ma gli dei mi hanno donato una grande capacità di osservazione e comprensione. So che la maggior parte di voi vorrebbe tornare a casa,ma non lo fa per orgoglio o per rispetto ai vostri comandanti .Però riflettete,vale la pena rischiare la vita ed essere riconoscenti a persone insensibili che non vi rispettano e che non si sono nemmeno accorte della vostra volontà e dei vostri sentimenti?A parer mio no e perciò chi di voi volesse far ritorno a casa mi segua. Delle maestose navi ci aspettano,esse ci porteranno verso la salvezza e lontano dalla guerra e dalla morte”.

I soldati,timorosi,attesero qualche istante poi si guardarono negli occhi e,vedendo rispecchiata nei compagni la stessa voglia di tornare a casa,seguirono il vecchio Tersite lasciando solo e stupito Ulisse che ormai,dalle navi,pareva un puntino indefinito come anche gli altri eroi achei.

 

Elena

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Liceo sportivo? Da “repubblica”

7 Novembre 2011 Commenti chiusi

NOVITA’
La Gelmini lancia il liceo sportivo
via latino, geografia e storia dell’arte
Lo schema di decreto del ministero prefigura una variante dello scientifico con tre ore settimanali anziché due di Educazione fisica e con l’introduzione di Diritto ed economia dello sport. Ma servono “impianti ed attrezzature ginnico sportive adeguate”
di SALVO INTRAVAIA
 
Il ministero amplia il sistema dei licei. Il prossimo anno, i ragazzini in uscita dalla media potrebbero avere una scelta in più: oltre al classico e allo scientifico, all’artistico e al linguistico, a quello musicale e quello delle scienze umane, potrebbero avere l’opportunità di scegliere anche il liceo sportivo, con più ore settimanali di Educazione fisica e qualche ora in meno di materie teoriche. Se l’iter normativo dovesse concludersi per tempo, come spera il ministro Mariastella Gelmini, la novità sarà in vigore già a febbraio, quando si apriranno le iscrizioni per l’anno scolastico 2012/2013.

Mentre le scuole non sanno a quale santo votarsi per pagare cancelleria e carta igienica e si rivolgono ai genitori chiedendo l’ormai famoso, o famigerato, “contributo volontario”, il ministro lancia il settimo liceo dell’era Gelmini: quello sportivo, appunto. Il dpr che lo istituisce è pronto. E’ già stato inviato agli organismi competenti per i pareri di rito. Si tratterà di un’altra opzione dello scientifico che, oltre a perdere il Latino  -  come avviene già con l’opzione delle Scienze applicate – perderà completamente anche la Geografia e la Storia dell’Arte. Una decisione che non mancherà di creare polemiche, com’è avvenuto per l’accorpamento tra Storia e Geografia al biennio dei licei, i cui studenti sono adesso alle prese con la “Geostoria”.

“La sezione ad indirizzo sportivo – recita lo schema di decreto – è volta all’approfondimento delle scienze motorie e sportive e di una o più discipline sportive all’interno di un quadro culturale che favorisce, in particolare, l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri delle scienze matematiche, fisiche e naturali nonché dell’economia e del diritto”. Ma “le istituzioni scolastiche che richiedono l’attivazione della sezione ad indirizzo sportivo devono disporre di impianti ed attrezzature ginnico sportive adeguate”, continua il documento. Una condizione che, vista la situazione degli impianti scolastici italiani, potrebbe mettere fuori gioco già prima di iniziare parecchie istituzioni scolastiche.

Secondo i piani di viale Trastevere, nel liceo sportivo l’Educazione fisica dovrebbe passare dalle consuete due a tre ore settimanali e verrà introdotto anche il Diritto ed economia dello sport. Al biennio le ore di Geostoria verranno invece sacrificate, così come avverrà per le ore di Storia dell’arte in tutto il quinquennio. Come per gli altri licei, al biennio, le ore settimanali di lezione saranno 27, che saliranno a 30 nel successivo triennio. Il quadro orario con discipline e ore per materia non è stato ancora reso noto, si conoscerà nel dettaglio successivamente, ma le polemiche non mancheranno.

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Abbandono scolastico dal “Sole 24 ore”

7 Novembre 2011 Commenti chiusi

In Italia quasi un ragazzo su quattro tra i 15 e i 29 anni non lavora né studia.

In Italia quasi un ragazzo su quattro tra i 15 e i 29 anni non lavora né studia (Fotogramma)
Il numero di giovani che non sono nè occupati nè impiegati in corsi di studio o formazione, i cosiddetti “Neet”, nel 2010 raggiunge i 2,2 milioni, ovvero quota 23,4%. In altre parole, quasi un ragazzo su quattro tra i 15 e i 29 anni non lavora e non studia. Lo rileva la Banca d’Italia.

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