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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

È da tempo che

10 Aprile 2016 Commenti chiusi

Ho questo sito che uso come piattaforma per l’insegnamento ai miei colleghi (sempre in stile volobasso…) delle web apps che uso nella mia didattica. Non lo avevo ancora postato qui.

http://volobassissimo.jimdo.com/

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Animatore digitale

30 Gennaio 2016 Commenti chiusi

https://www.emaze.com/@AFCTFFWF/presentation-name

 

Ho realizzato una presentazione sul ruolo dell’animatore digitale: ecco il link

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Come è fatta la camera di uno scrittore?

11 Febbraio 2015 Commenti chiusi

Un esercizio suggerito dal Wonderbook è di fotografare la propria stanza e provare a descriverla…Ma com’è la camera di un vero scrittore? Questa raccolta del Guardian ce ne mostra alcune: http://www.theguardian.com/books/series/writersrooms

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Wonderbook, un libro diverso

11 Febbraio 2015 Commenti chiusi

Col passare degli anni sono diventato sempre più diffidente nei confronti dei libri di scrittura creativa: sono convinto che non esistano ricette per l’ispirazione; in modo un po’ contraddittorio :-) ne suggerisco uno diverso anche perché è bello da sfogliare.

Si chiama Wonderbook ed è disponibile solo in lingua inglese ma le immagini lo rendono fruibile in parte anche per chi non ne ha una conoscenza perfetta.

Al libro fa riferimento anche un sito che contiene una serie di suggerimenti di scrittura creativa simpatici e divertenti qui http://wonderbooknow.com/web-extras/more-discussion-of-drafting-strategies/

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Compiti a casa inutili (da Repubblica)

11 Febbraio 2015 Commenti chiusi

MOLTI genitori lo confessano apertamente: “I compiti sono la nostra angoscia del weekend”. E poi: “Per studiare geografia abbiamo fatto mezzanotte”. Oppure: “Ho cambiato i turni di lavoro per aiutarlo in matematica”. Noi. Al plurale. Come se fosse un affare di famiglia. Ma è giusto? O forse i compiti i figli dovrebbero farseli da soli? Gli studenti italiani, com’è noto, lo dice l’Ocse, hanno il maggior carico al mondo di “studio a casa”. Nove ore di compiti a settimana contro una media di poco più di quattro ore. E sempre più spesso, maestri e professori in affanno, chiedono chiaramente ai genitori di supportare bambini e ragazzi, in una sorta di “doposcuola” casalingo. Con una specie di mutazione genetica, per cui dalla frase canonica “fai i compiti” si è passati al “facciamo i compiti”. Una co-gestione che però non sembra fare bene né ai piccoli né ai grandi. Su Facebook conta ormai migliaia di iscritti il movimento “Basta compiti”, (madri e padri sull’orlo di una crisi di nervi), mentre uno studio americano ormai famoso, dal titolo “La bussola rotta”, sul coinvolgimento parentale nell’educazione dei bambini, ha dimostrato quanto la troppa presenza dei genitori nello studio dei figli, porti alla fine a risultati negativi sul rendimento scolastico.

Come si fa però a girarsi dall’altra parte di fronte a un adolescente in crisi per un’interrogazione, o ad un bambino “atterrato” da una massa di compiti? Lucilla Musatti è una insegnante elementare di grande esperienza e notevole fama, autrice di più saggi, tra cui “I disturbi dello sviluppo. Bambini, genitori, insegnanti”, scritto insieme a Bruna Mazzoncini. “Il punto non è se aiutare o meno i propri figli nello studio, il punto è che ai bambini dovrebbero essere assegnati soltanto compiti che sono in grado di fare da soli. È uno dei cardini della mia didattica. Soprattutto se si tratta di classi che fanno il tempo pieno: dopo 40 ore di scuola in una settimana, figli e genitori hanno diritto ad un tempo diverso, in cui ritrovarsi, stare insieme, e non soltanto fare compiti… “.

Il ruolo dell’adulto, aggiunge Lucilla Musatti, può essere di supporto, “di supervisione, ma lo studio dei bambini deve restare autonomo, anche se si torna a scuola con l’esercizio sbagliato”. Aiutami a fare da solo, insomma, come diceva Maria Montessori, perché se invece il compito è troppo difficile, “vuol dire che l’insegnante ha sbagliato ad assegnarlo”.
Mica facile però, di fronte a pagine e pagine di diario fitte di richieste a raffica: studiare da pag. a pag., esercizi da pag. a pag. Esercizio utilissimo, secondo l’idea tradizionale. Inutile tortura per il movimento “Basta compiti”, tremila iscritti, tra cui 30 insegnanti, lanciato dal dirigente scolastico Maurizio Parodi. “Purtroppo, la nostra bassa posizione nella classifica Ocse, dimostra che non si conquistano punteggi eccellenti semplicemente caricando di compiti i ragazzi. Anzi questi non servono a nulla. È nelle ore di scuola che si deve imparare, non a casa da soli, costringendo i genitori a sostituirsi ai prof. Con la conseguenza che chi ha una madre o un padre in grado di assisterlo nei compiti riesce a farcela, gli altri abbandonano”.

È una posizione radicale quella di Maurizio Parodi, autore di diversi saggi, tra cui “Basta compiti” e “La scuola che fa male”. Lo scorso Natale, ad esempio, Parodi aveva diffuso una lettera aperta invitando studenti e genitori ad uno “sciopero dei compiti delle vacanze “. “La scuola non chiede ma impone agli adulti di aiutare i figli nello studio. È uno scarico di responsabilità. Non è una condivisione. Ormai è dimostrato che i compiti a casa sono una delle maggiori fonti di conflitto tra grandi e piccoli. Che senso ha? Come diceva Gianni Rodari non si può imparare piangendo, altrimenti non si impara nulla”.

 

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La motivazione all’insegnamento

7 Settembre 2014 Commenti chiusi

Da dove viene la motivazione all’insegnamento dei docenti? È genetica? è auto-generata con un procedimento di costruzione dell’io docente? O non fa parte invece del confluire anche di ciò che uno fa all’esterno della scuola? Voglio dire, è chiaro che tutti dobbiamo fare il nostro dovere, essere puntuali ecc. ma credo che sia altrettanto chiaro che un docente ripiegato tutto sul lavoro scolastico (perché bisogna fare una cosa sola e fatta bene) è un docente che difficilmente fornirà una buona motivazione allo studio a chi non ha voglia di studiare e cioè praticamente al 30% (tenendomi basso) dei ragazzi che frequentano il biennio delle superiori. La mia posizione è che se non hai passioni di nessun tipo da riportare nel tuo lavoro quotidiano (dalla fotografia all’informatica alla lettura a qualsiasi altra cosa) in breve ti trasformerai in un…insegnante intendendo lo stereotipo dell’insegnante: una persona grigia, incupita dal lavoro quotidiano e appiattita su regole e su un’idea statica dell’insegnamento.

 

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Un abbraccio storico

7 Novembre 2012 Commenti chiusi
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Far crescere le persone…

6 Novembre 2012 Commenti chiusi

«Se vuoi un anno di prosperità, fai crescere il grano; se vuoi dieci anni di prosperità, fai crescere gli alberi; se vuoi cento anni di prosperità, fai crescere le Persone» (proverbio cinese)”

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Da “Repubblica”: Fosse che fosse la volta buona?

3 Novembre 2012 1 commento

Scuola, l’ultima rivoluzione
così si studierà solo su ebook

Stop alla carta e gli istituti daranno in prestito i tablet. L’obiettivo: far risparmiare. Ogni anno la spesa per i manuali equivale al 20 per cento di tutto il mercato editoriale
di SALVO INTRAVAIA

PLATONE e la geometria, le equazioni e la storia: tra un anno, in classe si studierà solo sugli ebook. La scuola italiana si prepara all’ennesima rivoluzione: il libro di testo digitale. La novità arriva dal decreto legge sulla crescita in vigore da due settimane, che spiega nel dettaglio come cambierà la didattica nel prossimo anno scolastico.

Per la verità, il libro di testo in formato misto  -  cartaceo e digitale  -  era già stato introdotto da precedenti riforme, ma finora ha stentato a decollare. Stavolta, il ministero dell’Istruzione prova a lanciare la sfida definitiva. L’obiettivo: far risparmiare le famiglie sull’acquisto dei libri di testo. Ma anche creare una didattica su misura per i nativi digitali, quei giovani che arrivano alle scuole medie già bravissimi con pc e tablet. Il cartaceo non verrà abbandonato del tutto, precisano al ministero, ma sarà alleggerito di quei contenuti extra che rendono da sempre i testi ancora più voluminosi e costosissimi.

Già, perché in Italia, come denunciano da sempre i genitori e le associazioni dei consumatori, i libri di testo equivalgono a un salasso. Il giro d’affari dei manuali è da solo di 649 milioni di euro all’anno, quasi il 20 per cento di tutto il mercato editoriale. Per questo, in passato, non sono mancate le promesse dei ministri di tagliare una spesa importante. Lo stesso libro di testo digitale sarebbe dovuto entrare in uso già quest’anno, sebbene in forma mista ebook-cartacea, ma le associazioni dei genitori hanno fatto notare come questa novità abbia nella maggior parte dei casi costretto tutti a spendere due volte: per il libro di carta e per i costosi cd-rom allegati.

Adesso, però, la legge tenta di invertire la rotta: dal prossimo anno le scuole superiori dovranno adottare libri di testo completamente digitali. E quelli adottati in forma mista potranno esserlo solo a patto che le appendici si possano acquistare in rete separatamente dai volumi base, senza doversi caricare una seconda volta la spesa. Anche gli stessi insegnanti – e questa è un’altra novità – potranno cimentarsi nella creazione dei contenuti delle proprie discipline, per poi eventualmente venderle agli alunni. Una rivoluzione copernicana? Così parrebbe, visto che di ogni titolo si comprerà una versione base, priva di tutti quei supplementi (esercizi, simulazioni, approfondimenti) che spesso si acquistano, ma arrivano a giugno senza che i ragazzi li abbiano mai davvero sfogliati.

Al centro della riforma c’è ovviamente il tablet, e anche qui il ministero è atteso al varco. La digitalizzazione delle scuole, infatti, tra lavagne multimediali e pc, lascia ancora molto a desiderare. L’acquisto della tavoletta sarà a carico delle famiglie. Ma la spesa complessiva per il supporto e i testi non potrà superare il tetto previsto dalla legge per i soli libri. In più, per venire incontro alle famiglie meno abbienti, la legge prevede che chi non potrà permettersi l’acquisto del tablet, lo chiederà in prestito alla scuola, che sarà obbligata a fornirlo.

Con l’arrivo dei tablet, il ministero ha anche sancito altre novità che potrebbero sembrare in contraddizione con l’obiettivo di far risparmiare le famiglie. Saltano, infatti, i due vincoli che il ministro pdl Gelmini aveva introdotto per provare a impedire il salasso. In particolare, viene cancellato il divieto per le scuole di adottare nuovi testi prima di sei anni, mentre le case editrici potranno tornare a variare anche prima di cinque anni il contenuto dei libri, per rimetterli sul mercato sotto forma di nuove (e più care) edizioni. Ma per evitare che la spesa delle famiglie cresca oltre i limiti, la legge prevede che le delibere di adozione dei testi da parte dei collegi dei docenti siano sottoposte al controllo preventivo dei revisori dei conti. Basterà?

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Insegnare

28 Ottobre 2012 Commenti chiusi

“L’insegnare non è quasi altro che assuefare”
Giacomo Leopardi

“Che cosa terribile è abituarsi” diceva un maestro zen. L’abitudine ci impedisce di vedere e di vivere esperienze nuove; ci precostituisce le emozioni.
Esiste un insegnamento che è assuefazione, conformazione, omologazione; ma esiste anche un insegnamento che non vuole darci le risposte, bensì prepararci a ricercare da soli e a sperimentare di persona.

Da Claudio Lamparelli, Il libro delle 399 meditazioni zen

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